L’Alternativo – Il Movimento città in transizione

L’ALTERNATIVO

Il movimento Città in Transizione

Kofi per L’Opinabile

Di fronte alla constatazione del picco del petrolio e del riscaldamento globale, è nato un processo collettivo, attivo e costruttivo di resilienza : la capacità di una società a sopportare le crisi. Con il motto “pensare globale, agire locale” invitano a riconquistare il nostro immaginario collettivo attraverso delle azioni concrete. Questo pensiero globale dovrebbe permettere di non limitare più l’azione a dei gesti individuali e/o a delle istanze legali e politiche.

Il movimento Transition Town è nato in Gran Bretagna nel 2006, nella cittadina di Totnes (8000 anime). Si ispira ai corsi di sostenibilità applicata dell’insegnante di permacultura Rob Hopkins, che iniziò il modello di Transition con i suoi studenti in Irlanda. Questo movimento apolitico di appena 10 anni è federativo, e si trovano ormai migliaia di iniziative cittadine e collettive in 50 paesi del mondo. (Transition Network).

Così, dei cittadini si riuniscono in assemblea e decidono insieme, con l’aiuto di animazioni ludiche, sulla loro volontà di azione. I risultati sono vari e particolarmente incoraggianti : per esempio la creazione e intrattenimento di migliaia di orti condivisi, gruppi di compravendita, diverse monete locali, spazi di scambio di beni di prima necessità, servizi, riciclo e riutilizzo.

Oltre a sostenere e valorizzare i lavoratori locali e le loro associazioni, favoriscono la convergenza delle iniziative dal basso con le azioni del potere pubblico sul territorio. Ecco come a partire da un modello ispirato alla permacultura, si arriva a delle sperimentazioni multiple in cui dei collettivi di cittadini decidono e agiscono per e da se stessi.

« Se aspettiamo il governo, sarà troppo poco e troppo tardi ; se agiamo individualmente, sarà troppo poco ; se agiamo in quanto comunità locali, forse sarà abbastanza, e forse in tempo. »

Tradotto dal francese da AM

Da L’Opinabile n. 2, Febbraio 2017

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