Nemmeno la Fossa delle Marianne si salva dall’inquinamento: pubblicata un’inquietante ricerca

Pessime notizie per l’ambiente. Nemmeno la Fossa delle Marianne (la più profonda depressione oceanica conosciuta al mondo, di cui vi invitiamo a scoprire di più leggendone su Wikipedia) si salva dall’inquinamento. Anzi: secondo alcuni ricercatori, quello che è uno dei punti più remoti ed inaccessibili del pianeta, sarebbe anche tra i luoghi più inquinati dell’intero Oceano Pacifico.

I ricercatori della Università di Newcastle hanno infatti prelevato con dei sottomarini robotizzati alcuni piccoli crostacei che vivono nelle oscurità delle fosse delle Marianne ed hanno constato come fossero 50 volte più contaminati da sostanze chimiche tossiche che i granchi che vivono negli altamente inquinati fiumi cinesi.

Una scoperta quantomeno inquietante, così commentata da Alan Jamieson, uno degli autori della ricerca: “Pensiamo ancora alla profondità degli oceani come ad un regno remoto ed incontaminato, salvo dall’impatto dell’uomo, ma la nostra ricerca mostra come, tristemente, ciò è nulla di più lontano dalla realtà“, sono le parole riportate dal ‘The Guardian’ al riguardo.

“Il fatto che abbiamo trovato questo straordinario livello di inquinanti ci dimostra il devastante impatto a lungo termine che l’opera dell’uomo sta avendo sul pianeta”, ha quindi concluso.

Ma come sarebbe giunti questi agenti inquinanti fino alle profondità più remote dell’Oceano? Secondo la ricerca pubblicata sulla rivista scientifica ‘Nature Ecology and Evolution’, sarebbero giunti attraverso la ‘caduta’ di particelle di plastica e di resti di animali morti già contaminati dagli agenti inquinanti (questi agenti si accumulerebbero nel grasso degli animali e si troverebbero quindi in concentrazioni più elevate in creature in alto nella catena alimentare).

Nella foto, la locazione geografica della Fossa delle Marianne, tratta da Wikipedia

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