Il Meno è più – Palazzo Europa: uno per tutti tutti per uno

L’Opinabile – Rivista di critica in formazione

Osservando la facciata di Palazzo Europa, il Nuovo Palazzo del Consiglio Europeo a Bruxelles, non può che balzare alla mente il motto di unità divenuto famoso con il romanzo de I Tre Moschettieri di Alexandre Dumas.

Di Valeria Iorio

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In effetti, quanto meno a prima vista, il carattere predominante del progetto realizzato dalla partnership Samyn – Valle – Happold, è proprio la cosiddetta ‘pelle’ costruita mediante un patchwork di finestre in legno di quercia provenienti da numerosi cantieri di demolizione dei vent’otto paesi dell’Unione Europea, per un totale di 3750 unità circa, assemblate a creare, nella loro diversità, un unicum.

La facciata rappresenta la chiave di lettura del sapiente progetto, firmato finalmente anche Italia! La scelta di mettere insieme infissi provenienti da tutta l’Europa risulta vincente, perché diviene una dichiarazione diretta di ciò che si svolge all’interno dell’edificio, dell’impegno dell’Europa verso il Pianeta Terra, oltre che della possibile, se pur difficile, unità nella diversità.

I vecchi telai, infatti, sono stati restaurati e riposizionati attraverso una nuova composizione all’interno di più grandi telai in acciaio inox. Questo lavoro ha consentito non solo di promuovere il riciclo, ma anche di rendere omaggio all’artigianalità e alla diversità culturale, proprie dei paesi che compongono l’UE.

Alla facciata esterna corrisponde una facciata interna, un’imponente struttura metallica in pannelli di vetro antisfondamento che ha la funzione di proteggere gli spazi interni dai rumori e dalla polvere, di favorire l’isolamento termico complessivo e di garantire la sicurezza necessaria alle attività del Consiglio.

La doppia facciata ha avuto il compito di regolarizzare il fronte strada di Rue de la Loi e richiudere il perimetro dell’area fornendo un nuovo volume da agganciare alla preesistenza.

Il disegno nuovo della facciata esterna si sposa e dialoga bene anche con quella porzione di edificio sottoposta a conservazione, restauro e rifunzionalizzazione, il Résidence Palace degli anni ’20, complesso storico monumentale in stile Art Decò progettato dall’architetto Michel Polak.

L’edificio, voluto da Lucien Kaisin, Amministratore e Direttore del Credito Generale Ipotecario e Immobiliare, è stato realizzato a seguito della prima guerra mondiale come un condominio di lusso per l’élite di Bruxelles, un microcosmo all’interno del quale, oltre agli appartamenti di lusso, erano stati collocati due ristoranti, un teatro, una piscina con bagno turco, sale ginnastica e conferenza, negozi vari, uffici postali e bancari, insomma “una piccola città moderna nella città”. Il Résidence Palace, confiscato nel 1941 dai tedeschi, venne poi acquistato dallo Stato Belga nel 1947 che ne fece una sede istituzionale.

L’edificio esistente, a forma di ‘L’, abbraccia, oggi, il cuore del Palazzo Europa, la lanterna ovoidale che si svela, divenendo luminescente, nelle ore più buie del giorno e fornisce una visione primordiale e molto suggestiva dell’intero edificio e di Rue de la Loi.

L’effetto d’illuminazione è ottenuto mediante l’uso di 374 lampade in forma di tubo a LED, collocate sulla facciata interna, le quali proiettano la luce sulla superficie dei pannelli di vetro curvi che avvolgono la lanterna. Sui pannelli una trama obliqua disegnata in silkscreen bianco, massimizza la riflessione della luce.

Europa Building

La lanterna, quasi invisibile nelle ore diurne, rimane accesa per poche ore al giorno, il tempo dell’illuminazione varia a seconda dell’alba/tramonto e del livello esterno di luce. La diversa permeabilità visiva della facciata durante l’arco della giornata, consente all’edificio di passare da un fronte bloccato e chiuso nel giorno, ad un fronte immateriale che fa spazio ad un volume organico nella notte.

Sulla forma stessa di questo volume luminoso interno sono state fatte diverse ricerche e valutazioni per lo più dettate dalla necessità di avere le sale riunioni su livelli diversi e dall’impossibilità di avere un supporto strutturale alla base che occupasse l’intera superficie, vista la vicina galleria ferroviaria della Stazione Schuman.

Il progetto, risultato vincitore di un concorso bandito nel 2004, risponde essenzialmente alle due richieste sviluppate nel bando: la prima, quella di rendere aderenti le scelte del design, dei materiali e delle strutture tecniche al concetto di sviluppo sostenibile; la seconda, quella di conferire all’edificio un’identità ben integrata nel quartiere europeo dove risiede.

L’Opinabile – rivista di critica in formazione

Il progetto finale sviluppa un 60% di nuovi spazi e per la restante parte ha previsto la ristrutturazione degli spazi esistenti del Blocco A di Résidence Palace.

Il nuovo Palazzo del Consiglio Europeo e del Consiglio dell’Unione Europea, va a sostituire gran parte delle funzioni svolte finora nell’edificio adiacente, il Justus Lipsius, al quale si collega mediante due passerelle pedonali aeree. Nel Nuovo Palazzo Europa saranno svolti tutti gli incontri e le riunioni degli Stati membri e i vertici bilaterali e multilaterali nonché quelli dell’UE con i paesi terzi, come la Cina o l’Africa; mentre nel vecchio edificio rimarranno gli uffici delle delegazioni e la rassegna stampa.

All’interno della lanterna, nelle diverse sezioni orizzontali, sono collocate le sale ellittiche dove avranno luogo le riunioni, in posizione centrale, la sala più grande.

Le composizioni cromatiche che adornano le sale, le percorrenze e gli ascensori sono state studiate dall’artista belga Georges Meurant e conferiscono agli spazi interni luminosità, rendendoli al contempo accoglienti.

La realizzazione offre anche tecnologie fortemente avanzate per quanto riguarda la video conferenza, la trasmissione audiovisiva per le sessioni pubbliche e una maggiore possibilità in termini di interpretazione.

Soluzioni tecnologiche sono state adottate anche per rispondere alla richiesta di un’architettura attenta ai principi dello sviluppo sostenibile: un sistema all’avanguardia regola l’illuminazione, l’umidità e la temperatura dell’aria; 636 pannelli solari sono stati collocati in copertura per la produzione di energia elettrica; un sistema di raccolta dell’acqua piovana fornisce approvvigionamento alle strutture sanitarie e ai servizi igienici; la struttura portante è stata progettata in modo da ridurre del 30% la quantità di acciaio impiegata.

Tutte queste soluzioni, insieme al riciclo dei serramenti in quercia e al recupero dell’edificio esistente, costituiscono un esempio ricco di sostenibilità nell’architettura. L’edificio ha conseguito la certificazione energetica secondo la procedura Belga “Valideo” ed ha ricevuto il premio internazionale Green Good Design 2009.

Il progetto ha avuto un costo complessivo di 321 milioni di euro, diverso dal budget iniziale. Il costo è cresciuto in sede di realizzazione a seguito di quelli che hanno costituito poi i vincoli e le difficoltà effettive: la scoperta di un giacimento petrolifero e la continua evoluzione istituzionale dell’UE per cui sono state sviluppate nuove tecnologie di lavoro e di sicurezza.

Il risultato finale è stato ottenuto mediante la preziosa collaborazione professionale dello Studio Valle progettazioni, uno studio romano che ruota intorno alla figura di Tommaso Valle, che ha fatto da capogruppo ed ha riunito in un unico team la BuroHappold Engineering per le strutture, gli impianti e la sicurezza e la società Samyn and Partners come riferimento locale in grado di fornire una conoscenza approfondita sia dei luoghi che dell’apparato normativo belga. La scelta e la realizzazione di questo progetto segna di fatto l’importanza della collaborazione come unico approdo di una società sempre più complessa dove ognuno deve poter contribuire fornendo le proprie competenze e il proprio bagaglio ed è significativo che l’Italia, nella figura dello Studio Valle Progettazioni, si sia fatta portavoce di questa possibilità.

Rassegna Stampa del Consiglio Europeo

tutti i video e le foto di palazzo europa

http://www.archdaily.com/802379/european-council-and-council-of-the-european-union-samyn-and-partners

http://www.studiovalle.com/files/CEBX-RP.html

foto storiche Residence Palace

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