Calciomercanti – I giovani più giovani e la grande onta dell’argent

Sono i giovani più giovani, ma non sono l’esercito del surf. Sono giovani giovani, ma non fanno la trap. Sono i protagonisti del calciomercato 2017, ad oggi ancora in fase di svolgimento (le operazioni termineranno alle 22:59 del 31 agosto e con esse terminerà la ridondante ed estenuante produzione di news sul tema).

Di Rocco DiVincenzo

Per cosa ricorderemo il calciomercato di questa torrida estate? Sicuramente, per il trasferimento più caro della storia: l’acquisto di Neymar, attaccante classe ’92 che punta ad infrangere tutti i record della Seleçao (la nazionale che è stata dei Pelé, dei Romario e dei Ronaldo), da parte del Paris Saint German, pronto a sborsare la cifra record di 222 milioni di euro per il solo cartellino del giocatore.

Parrebbe comunque che a portare ‘O Ney a Parigi non siano stati i soldi (né lo show) ma siano state le motivazioni, come garantito in conferenza stampa dal presidente dei parigini Nasser Al-Khelaifi, ex ministro del Qatar (la nazione che di fatto ha messo sul piatto i soldi della clausola rescissoria, pagando Neymar come sponsor in vista del Mondiale del 2022), nonché personaggio più influente del calcio francese nel 2016 secondo ‘L’Equipe’.

Anche per i protagonisti del calciomercato tricolore (quello su cui volevo concentrarmi sin da principio, parlando di giovani giovani) l’argent non è stato il motore principale delle trattative di cui sono stati protagonisti.

A partire da Gianluigi Donnarumma, portiere classe ’99 del Milan: probabile erede di un altro Gianluigi tra i pali della Nazionale, il giovanissimo estremo difensore rossonero ha tenuto banco a giugno per un rinnovo di contratto quantomeno travagliato.

Dopo una estenuante trattativa (che ha visto il portiere diventare un tema caldo su Facebook, nemmeno fosse una crisi internazionale – di quelle in cui tutti diventano esperti di politica estera – o la morte di un famoso – di cui tutti diventano grandi fan), Gigio Donnarumma ha firmato un contratto da 6 milioni di euro a stagione, diventando così il terzo portiere più pagato al mondo dopo Neuer e De Gea (titolari delle rispettive nazionali).

Inoltre, ha ottenuto l’ingaggio del fratello maggiore Antonio, reduce da una stagione in Grecia con 32 gol subiti in 21 gare, come terzo portiere (ad un milione di euro all’anno. Il terzo portiere più pagato della Serie A).

Ma non è mai stata una questione di soldi e, nonostante le tempistiche avessero potuto fare pensare il contrario, Gigio non ha mai avuto dubbi sulla scelta da effettuare (come dichiarato nella conferenza stampa post rinnovo, dopo settimane di mutismo selettivo: “Sono nato e cresciuto qui, nella mia testa mai ci sono stati dubbi. Sono tifoso rossonero fin dalla nascita e questa è casa mia”).

Non è stata una questione di soldi nemmeno per Andrea Conti, terzino destro dal sicuro avvenire, autore di una ottima stagione all’Atalanta. Una stagione che ha visto i labronici conquistare l’Europa League grazie anche al gran lavoro di Gasperini, abilissimo a valorizzare i giovani giovani.

Giovani come Gagliardini, Kessie e Conti, per l’appunto. Ma se nel caso di Gagliardini e Kessie i trasferimenti siano stati quasi fisiologici (con l’Atalanta pronta a monetizzare i loro personali exploit), nel caso di Conti il cambio di maglia è avvenuto dopo un netto strappo, formalizzato dalle parole dell’agente del terzino (“Abbiamo ribadito che Conti non vuole rimanere all’Atalanta e che vuole solo andare al Milan. Per quanto ci riguarda la storia con l’Atalanta finisce qui. Ci hanno fatto una proposta di adeguamento del contratto ma non ci interessa”).

Non è stata una questione di soldi, insomma (anche se l’ingaggio di Conti è passato da 450.000 a 2 milioni di euro).

Non è stata una questione di soldi nemmeno nel caso di Federico Bernardeschi, trequartista di Massa Carrara, trasferitosi da Firenze a Torino (sponda bianconera) nel secondo trasferimento più caro dell’estate (dopo quello di Bonucci), giunto al termine di un lungo corteggiamento accompagnato dalla serenità dei tifosi viola (sempre ben propensi a vedere i propri idoli vestire la maglia della Juventus).

Dichiarava che sarebbe stato difficile vestire la maglia della Juventus e doveva essere una bandiera della Fiorentina (con tanto di endorsement della storica bandiera Antognoni), ma è diventato un Baggio 2.0, con un sinistro magnifico ma con tanto ancora da dimostrare.

Ci riuscirà? E, più in assoluto, riusciranno questi giovani giovani dagli ingaggi corposi e dalle valutazioni a tanti zero ad esprimersi al loro meglio, senza che le valutazioni affibbiategli gravino sulle loro spalle come il mondo su Atlante?

P.S.

Giunti al settimo numero de ‘L’Opinabile’, sono tornato con la mia rubrica. Avrei voluto scrivere qualche mese fa di Baccaglini e dell’improbabile cambio di proprietà del Palermo (con quali soldi avrebbe dovuto l’ex Iena acquistare la società siciliana? Solo qualcuno se l’è chiesto, mentre tutti magnificavano la figura del giovane self made man della finanza, campione di comunicazione e con la fidanzata faiga. E dopo i servizi tv e i copiosi articoli lui dedicati, il mancato closing è passato quasi in sordina), ma ero rimasto scottato dall’effettivamente avvenuto passaggio di proprietà del Milan in mano cinesi, messo da me in dubbio nel numero di gennaio. A passaggio avvenuto, a mio avviso, rimangono oscuri alcuni aspetti (e mi chiedo in primo luogo: da dove giungono i soldi per il mercato, se era già stato difficile giungere al closing e per farlo s’è dovuto ricorrere al prestito di un fondo?). L’oscurità è stata a sua volta messa in ombra dall’evidente opulenza del mercato rossonero (che ha visto anche il passaggio – a prezzi non certo contenuti – di due ‘bandiere’ come Bonucci e Biglia in rossonero. A testimonianza che i soldi non sono importanti). Noi attendiamo la luce.

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