Crescono le università italiane ma, su scala mondiale, molto c’è ancora da fare per raggiungere i massimi livelli. E’ quanto emerge dalla fotografia ‘scattata’ da Quacquarelli Symonds nell’ambito del World University, una sorta di classifica dei migliori atenei al mondo sia a livello generale che per singole discipline; per realizzare il ranking, iniziato nel 2004 per valutare i migliori atenei del mondo, sono state prese in esame 185 milioni di citazioni, 149mila risposte dei responsabili delle risrse umane, 305mila da parte degli accademici e ben 49 milioni di papers, allo scopo di tracciare una classifica estremamente accurata. E se le università del Belpaese, globalmente, non risultano ancora sufficientemente competitive, riescono a mostrare la loro forza nelle specificità delle discipline.

Nel ranking generale delineato da Qs infatti, l’Italia si piazza solo al 187° posto con il Politecnico di Milano, che risulta essere però nella top 100 al mondo per 10 discipline ed in particolare in Arte e Design, ambito nel quale passa dalla 10a alla 7a posizione al mondo, regalando il miglior risultato in una singola disciplina mai ottenuto prima d’ora da parte di un’università italiana. Ottimi sono i risultati di questo Ateneo anche in Architettura, dove sale dalla 15a alla 14a posizione, ricofermandosi al 14° posto anche in Ingegneria Civile, ma deve fare i conti con il forte arretramento di Ingegneria meccanica che dalla 18a piazza dell’ultima certificazione Qs, raggiunge addirittura la 29a. Al top della classifica generale, con 36 materie di studio nelle prime 10 posizioni, su un totale di 46 discipline prese in esame, troviamo invece l’Università di Cambridge seguita da quella di Berkeley, California, con 34 piazzamenti.

Si torna in Inghilterra per la terza piazza, con l’Università di Oxford a parimerito con quella americana di Harvard, entrambe con 32 materie ma con Harvard che vanta ben 15 primi posti. La classifica prosegue con tre Atenei nordamericani: si comincia con Stanford, proseguendo con il Massachusetts Institute of Technology e l’Università della California rispettivamente con 32, 21 e 14 piazzamenti; da segnalare i 12 primi posti dell’università del Massachusetts. Un vero e proprio dominio anglo-americano dunque con sei americane e tre inglesi nei primi dieci posti: da segnalare oltre alla London school of economics, che totalizza 13 piazzamenti seguita, all’ottavo posto dall’americana Yale con 12, dalla Eth, il Politecnico federale svizzero con 10 discipline piazzate e, per concludere, con i 10 piazzamenti di Princeton.

Tornando in Italia invece, l’Alma Mater di Bologna risulta essere l’università con il maggior numero di discipline, ovvero 21, con ottimi piazzamenti in Archeologia, dove l’Ateneo bolognese passa dalla 36a alla 32a posizione, in Anatomia (38esima) ed in Legge (47esima). Guardando invece alle macro aree di studio, ovvero Scienze sociali e del Management, Ingegneria e Tecnologia, Arte e Materie umanistiche, Biologia e Medicina, Scienze Naturali, è l’Università commerciale Bocconi di Milano a distinguersi con un buon diciassettesimo posto, migliorando di cinque posizioni, seguita dal Politecnico di Milano, in testa a livello nazionale in Ingegneria e Tecnologia e ventiquattresimo nella classifica internazionale e, 52esimo, il Politecnico di Torino. sulle singole discipline la Bocconi migliora in Economia ed Econometria passando dalla 17a alla 16a posizione ma scende sia in Business e Management (dalla 10a all’11a) che in Finanza (dalla 27a alla 33a).

L’università più frequentata d’Italia è La Sapienza di Roma, che può vantare un 14° posto al mondo in Archeologia mentre è 44a in Fisica e Astronomia, risultando complessivamente nella top 100 al mondo in 13 diverse discipline tra le quali Farmacia, Lingue Moderne, Matematica, Storia ed Atropologia. Sempre nella Capitale, da rilevare l’ottima crescita del Conservatorio Santa Cecilia in Arti dello Spettacolo, che in un solo anno è passato dal blocco tra il cinquantesimo ed il centesimo posto alla 28a posizione. Risaliamo chiudendo l’analisi delle Università italiane tornando al Politecnico di Torino, ottimo lo scatto all’insù di Ingegneria Civile che dal 37° passa al 35° posto e di Architettura, dal 50° al 46°. Chiudiamo con le altre università Milanesi, la Cattolica con 12 discipline ne primi cento posti e l’Università degli Studi con 5 materie nelle prime cento, a cominciare da Farmacia al 46° posto, proseguendo con Filosofia, Legge, Medicina e Lingue Moderne.

Daniele Orlandi

La riflessione del filosofo tedesco: occorre dare una forma socialmente accettabile alla globalizzazione economica.

Parole che andrebbero ascoltate e sulle quali meditare: “Come è stato possibile giungere a una situazione nella quale il populismo di destra sottrae alla sinistra i suoi stessi temi?”. Un interrogativo posto dal filosofo tedesco Jurgen Habermas, in un’intervista a MicroMega: “Solo una marginalizzazione tematica potrebbe togliere l’acqua al mulino del populismo di destra”. “Ci si deve chiedere perché i partiti di sinistra non vogliono porsi alla guida di una lotta decisa contro la disuguaglianza sociale, che faccia leva su forme di coordinamento internazionale capaci di addomesticare i mercati non regolati”, ha affermato Habermas, secondo il quale “l’unica alternativa ragionevole” allo status quo del “capitalismo finanziario selvaggio” e al nazionalismo “è una cooperazione sovranazionale capace di dare una forma politica socialmente accettabile alla globalizzazione economica. L’Unione europea una volta mirava a questo, l’Unione politica europea potrebbe ancora esserlo”.

“I partiti che riservano attenzione al populismo di destra, piuttosto che disprezzarlo, non possono aspettarsi poi che sia la società civile a mettere al bando slogan e violenze di destra”, afferma. Nella sua analisi, si sofferma su quello che definisce “l’egomane Trump”, che “con la sua disastrosa campagna elettorale” ha portato alle estreme conseguenze “una polarizzazione che i repubblicani, a tavolino e in modo sempre più sfacciato, hanno alimentato fin dagli anni Novanta; lo ha fatto però in una forma tale da far sì che questo stesso movimento alla fine sfuggisse totalmente di mano al Grand Old Party, che è pur sempre il partito di Abraham Lincoln. Questa mobilitazione del risentimento ha espresso anche le tensioni sociali che attraversano una superpotenza politicamente ed economicamente in declino”.

Dalla biblioteca Angelica a quella Casanatense, dall’Alessandrina alla Medicea Laurenziana, dalla Marciana alla Braidense. C’è una vena d’oro sotterranea e nascosta ai più che scorre tra le meraviglie archeologiche, architettoniche e monumentali con cui l’Italia abbaglia i viaggiatori di tutto il mondo: profuma di pagine antiche, preziose e irriproducibili ed è disseminata nel silenzio delle tantissime e bellissime biblioteche italiane. Ma qualcosa sta per cambiare:

Una vecchia canzone romana intitolata significativamente “Più semo e mejo stamo” recitava: “doppo tant’anni torno a Roma mia, l’ho ritrovata tutta rinnovata. ‘na vorta sì che c’era l’allegria, se vede che ‘sta ggente s’è cambiata: nun senti più sona’, nun senti più canta’…”.

E invece, in linea col numero di questo mese de L’Opinabile, centrato sulla migrazione e intitolato al “Germe della storia antica” (verso Pasoliniano), la musica popolare sta rinascendo nelle strade di Roma. Solo che non sono più solo i romani: sono i migranti a far rinascere e a tenere vive le usanze popolari. 

Straordinaria scoperta quella avvenuta nella Cina centrale, presso il sito Lingjing a Xuchang, nella provincia di Henan, dove gli archeologi hanno portato alla luce i parziali resti fossili di due teschi umani che, secondo gli esperti, potrebbero appartenere ad una specie umana ad oggi ancora molto poco conosciuta.

Ecco una rara registrazione dello scrittore Tedesco Thomas Mann, autore fra l’altro de La montagna magica , che spiega qual’è, second lui, la vera ragione dietro l’espansione sistematica dell’antisemitismo nella Germania nazista.

Le opere erotiche di Turner sono state riportate alla luce da Alain Jaubert nel suo ultimo libro (Cohen et Cohen edizioni): J.M.W. Turner. Les carnets secrets. (I quaderni segreti). John Mallord William Turner, pittore famosissimo in Inghilterra e nel mondo per le sue celebri viste marine e per la sua luce che inonda i suoi paesaggi, aveva anche diverse opere erotiche nascoste e consrrvate alla Tate Britain di Londra. 

Gely Korzhev (1925-2012) (Credit)

Non tutti i cittadini russi furono contenti di veder crollare il regime comunista. L’artista Geliy Korzhev (1925-2012) ha percepito i cambiamenti della Perestoika come un tradimento a tutti gli uomini e donne morti per portare la vera uguaglianza al popolo russo: i politici che avevano avuto ogni tipo di beneficio dalla grande rivoluzione socialista, ora la abbandonavano, in barba a tutti coloro che ne avevano pagato il prezzo.

Korzhev era un comunista duro e puro che non rinnegò ma il suo credo politico. Nel 1980 cominciò a dipingere quadri grotteschi e surreali per ritrarre questo nuovo mondo del capitalismo russo che lui e i suoi compagni furono costretti ad adottare.

Il suo caso presenta in particolare un punto interessante. Infatti, la sua arte è passata, in corrispondenza colo crollo dell’Unione Sovietica, da un realismo socialista da manuale, a un surrealismo dei più inquietanti, che si richiama esplicitamente a Bosch. Tutto questo, per non tradire nè rinnegare la propria fede comunista. Il paradosso è allora evidente. Ma vediamo prima chi era Geily Mikhailovich Korzhev-Chuvelev.

Il Daily Telegraph rivela che la prestigiosa università britannica potrebbe aprire un campus all’estero per la prima volta in 700 anni di storia. Sbarcando a Parigi, la Oxford University, e altri atenei già contattati dai francesi, potrebbe continuare a ricevere il finanziamento dell’Unione Europea.

di Gerardo Iandoli

Per chi, come me, ha studiato all’Università di Bologna, Umberto Eco è più di un autore amato, di un saggista affascinante o di intellettuale rispettabile: è una sorta di nume tutelare, una figura che – è il caso di dirlo – ‘simbolicamente’ protegge la cultura e il mondo intellettuale italiano.