Recuperare la memoria dell’esilio per ripensare la migrazione

(estratto dell’intervista a Alexis Nuselovici, ascolta l’audio integrale)

L’Opinabile [domanda1] : L’Europa e il mediterraneo sono oggi i protagonisti di una migrazione senza precenti. È ormai importante per un europeo interrogarsi sulla migrazione. Lei ha pubblicato recentemente La condition de l’exilé, (La condizione dell’esilio) ; può spiegarci questa nozione ? Leggi tutto “Recuperare la memoria dell’esilio per ripensare la migrazione”

Migranti, identità europea, estetica e politica. Intervista a Alexis Nuselovici.

Pubblichiamo l’audio dell’intervista che Alexis Nuselovici, professore di letterature comparate e traduttologo di fama mondiale, ha concesso al nostro direttore. Si discute di migranti, esilio, cultura e identità europea, in un prisma di partecipazione emotiva e morale, oltre che di engagement politico. Il professore francese fu già ospite della nostra rivista sul numero di marzo 2017, in cui traduciamo alcune sue pagine dalla sua ultima fatica, La condition dell’exilé. (Immagine: Bruno Catalano, Voyageurs)

Ascolta l’intervista integrale (in francese): Intervista_Alexis-Nouss Leggi tutto “Migranti, identità europea, estetica e politica. Intervista a Alexis Nuselovici.”

LA RAFFINATA TEORIA DEL COMPLOTTO SULLE ONG

 

Negli ultimi giorni tutti, ma proprio tutti, sono intervenuti sulle ONG. Si è delineata così una nuova teoria del complotto: le ONG sono finanziate da multimiliardari come Soros che si arricchiascono sulla pelle del popolo italiano, portando avanti un piano ben preciso di “sostituzione etnica” per creare una popolazione di migranti congeniti, precari schiavizzati dal sistema capitalistico. Leggi tutto “LA RAFFINATA TEORIA DEL COMPLOTTO SULLE ONG”

Il M5S ha fatto campagna anti-vaccini? Grillo nega, ma ci sono le prove

Ieri, 2 maggio 2017, il New York Times ha pubblicato un articolo in cui dice che il M5S ha posizioni contro i vaccini. è subito polemica, Grillo risponde sul Blog negando di aver mai fatto campagna contro i vaccini. In verità ci sono le documentazioni video. Il punto però è questo: che succede se un diffusore di complottismi è accusato di dire cose false? che risponderà rimandando al mittende l’accusa di “fake-news”, spostando il discorso dal logos al pathos, dalla ragione all’emotività Leggi tutto “Il M5S ha fatto campagna anti-vaccini? Grillo nega, ma ci sono le prove”

Incombono le elezioni ed il governo “scopre” la regia dietro gli sbarchi

Di Federico Dezzani

Le elezioni amministrative di giugno incombono e, soprattutto, entro la primavera del 2018 si voterà per il rinnovo del Parlamento: come nel caso tedesco, urge chiudere momentaneamente “i rubinetti” dell’immigrazione per non ingrossare le fila delle destre sovraniste. L’attenzione del governo e della magistratura si è quindi improvvisamente focalizzata sui legami tra gli scafisti e le ong che operano nel Canale di Sicilia. Concentrarsi sulle navi “taxi” permette di sottrarsi dall’analisi della vera regia dietro le ondate migratorie: quei poteri atlantici che hanno gettato nel caos la Libia ed utilizzano i flussi incontrollati come strumento di destabilizzazione dell’Europa nel medio-lungo termine. Leggi tutto “Incombono le elezioni ed il governo “scopre” la regia dietro gli sbarchi”

Trump assolve Putin: ammissione di colpa o rinuncia?

Interrogato dal giornalista conservatore Bill O’Reilly a proposito del disgelo con la Russia – “Putin is a killer” obietta il giornalista – Donald Trump ha risposto: “Ci sono molti killer nel mondo. Lei pensa che il nostro paese sia così innocente?” (video, dal min. 2.16). Se questa frase trova d’accordo tutti, tanto da suonare quasi banale, assume però un significato preciso, e inquietante, pronunciata da questo presidente degli Stati Uniti d’America.

Leggi tutto “Trump assolve Putin: ammissione di colpa o rinuncia?”

Salvini, mon amour

Il problema è che Matteo Salvini, in chi osserva la sua immagine sui social network, instilla una goduria semiologica oltre ogni dire: per chi la pensa come lui, nelle sue esternazioni ritrova quella semplicità di pensiero, estremamente precisa e chiara, che dirada tutte le fumosità di questa vita contemporanea, che vorrebbe dirci che le cose sono sempre più profonde di come le si osserva. Leggi tutto “Salvini, mon amour”

A colpi di cultura contro il nuovo totalitarismo

Abbonati gratuitamente a L’Opinabile

Le edizioni Gallimard hanno pubblicato questo gennaio un libro, La Révolution culturelle du nazisme (La rivoluzione culturale del nazismo), di Johan Chapoutot, professore alla Sorbona di Parigi.

Sul sito dell’editore si legge: “Per i nazisti, la “cultura” era all’origine della semplice trascrizione della natura. Lo snaturamento è avvenuto quando i Semiti si sono istallati in Grecia, l’evangelizzazione ha introdotto il pensiero giudeo-cristiano e in seguito la Rivoluzione francese ha inventato assurde costruzioni ideologiche come l’uguaglianza, la solidarietà, l’astrazione del diritto…). Per salvare la razza nordica-germanica, bisognava fare una “rivoluzione culturale”, ritrovare il modo di essere degli Antichi e far di nuovo coincidere natura e cultura. Così, a partire da una riformulazione del diritto e della morale, l’uomo germanico ha creduto di poter agire seguendo ciò che chiedeva la sua sopravvivenza. Grazie alla riscrittura del diritto e della morale, diventava legale e morale ferire e uccidere.”

La tesi del libro solleva un punto fondamentale: “la barbarie non è follia“. Infatti, è troppo facile e deresponsabilizzante liquidare il nazismo e Hitler come follia e orrore. Si tratta di un processo quotidiano e pensato a fondo.

In un’intervista a France Culture, il prof. Chapoutot ha affermato: “Se il nazismo ha potuto prendere consensi e potere in una nazione di cultura come la Germania, è perché i nazisti hanno proposto una rivoluzione culturale”.

Gisbert Palmié, I premi del lavoro. Si tratta di un quadro rappresentativo dell’arte di regime. Il pittore, celebre negli anni 30 per i suoi ritratti di “donne ariane”, passò il dopoguerra in Georgia (USA), dove ritrasse, tra gli altri, il presidente J.F.Kennedy.

La battaglia, oggi come allora, si svolge sul campo culturale. Dogmi e ideologie che propongono sedicenti rivoluzioni culturali o naturalistiche hanno oggi più che mai un seguito di fedelissimi. Non è sufficiente reagire col disgusto e il silenzio, ma rispondere a colpi di cultura.