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Orienta- Mentis

1917- 2017: revolucija a cento anni

Renata Gravina

A cento anni dagli eventi rivoluzionari in Russia, il dibattito tra gli storici e l’osservazione dell’atteggiamento degli stati internazionali, della stampa e della diplomazia, tradiscono una diversa interpretazione del loro significato. In qualche caso una confusione tra desiderio e realismo politico.

Di Gerardo Iandoli

Un viaggio che non promettiamo breve (Torino, Einaudi, 2016) è l’ultimo romanzo di Wu Ming 1, uno degli autori appartenenti al collettivo di artisti Wu Ming (i testi firmati con il numero [1], indicano che solo uno degli appartenenti al collettivo ha lavorato sul testo. Ciononostante, in questi testi la collaborazione con gli altri resta costante, facendo sì che anche le opere da “solista” partecipino all’intero discorso del collettivo). L’argomento è subito dichiarato nel sottotitolo: Venticinque anni di lotte No Tav. E già dalla copertina, la curiosità del lettore viene stuzzicata: Venticinque anni? Il fenomeno dei No Tav, il quale sembra essere un movimento giovane, ha davvero raggiunto il quarto secolo di età?

(Foto: LaRepubblica.it)

Il 1 Aprile 2017 un barista, nel comune di Budrio in provincia di Bologna, è stato ucciso durante una rapina nel suo stesso locale. Giuseppe Baldessarro, penna di Repubblica, ricostruisce l’accaduto così:

Le macchine ci parlano. La scelta della loro voce è significativa. Alexa su Amazon, Cortana su Microsoft, Google Home… tutti questi assistenti robotici che si trovano o nei nostri computer, o addirittura nelle nostre abitazioni sotto forma di cilindri che troneggiano nei nostri saloni, hanno delle voci femminili. Perché?

Una vecchia canzone romana intitolata significativamente “Più semo e mejo stamo” recitava: “doppo tant’anni torno a Roma mia, l’ho ritrovata tutta rinnovata. ‘na vorta sì che c’era l’allegria, se vede che ‘sta ggente s’è cambiata: nun senti più sona’, nun senti più canta’…”.

E invece, in linea col numero di questo mese de L’Opinabile, centrato sulla migrazione e intitolato al “Germe della storia antica” (verso Pasoliniano), la musica popolare sta rinascendo nelle strade di Roma. Solo che non sono più solo i romani: sono i migranti a far rinascere e a tenere vive le usanze popolari. 

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GRANO SALIS

Declinazioni dell’Extravergine.

Di Elisa Ceccuzzi

Eccellenza del bacino del mediterraneo, e italiano in particolare, l’olio extravergine d’oliva è la spremuta di frutta più incredibile che la natura abbia da offrire.

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ORIENTA- MENTIS

Immaginando il Mediterraneo

Di Renata Gravina

 

Il Mediterraneo è la metafora dell’incontro necessario tra Oriente e Occidente. Necessario perché il paesaggio si forma  con l’apporto di due culture: quella umana che  agisce sul fattore geografico e quella naturale che attutisce le infrazioni d’equilibrio compiute involontariamente dall’uomo. Il Mediterraneo è stata l’aporia della modernità dell’Europa, dell’Occidente nel suo insieme.

L’Italia conferma il suo primato di Paese europeo con la maggior biodiversità ospitando più di 58.000 specie animali note, tra i quali circa 1300 di vertebrati. Di questi il 5% sono esclusivi dell’Italia come pure circa il 10% degli invertebrati italiani.

Un nuovo parente stretto degli scoiattoli comuni europei scoperto in Calabria e Basilicata e che potrebbe essere già a rischio estinzione: è lo scoiattolo meridionale (nome scientifico è Sciurus meridionalis), di colore nero con ventre bianco, quindi diverso da quello europeo detto ‘scoiattolo rosso’ (Sciurus vulgaris) per la colorazione che può variare dal rosso-arancione al bruno scuro ed è presente in tutto il resto d’Italia, ad eccezione di Sicilia e Sardegna. Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista Hystrix the Italian Journal of Mammalogy.

Lo scoiattolo meridionale potrebbe essere ‘specie a rischio’ sia per la riduzione degli habitat, sia per la competizione con le specie di sciuridi alloctone, ossia introdotte artificialmente dall’uomo come lo scoiattolo grigio (Sciurus carolinensis) di provenienza nord americana e lo scoiattolo variabile (Callosciurus finlaysonii) dal sud est asiatico, delle vere e proprie forme di inquinamento biologico incentivate dall’uomo. Con la scoperta del nuovo mammifero l”Italia conferma il suo primato di Paese europeo con la maggior biodiversità.

Grazie a un approfondito studio genetico, morfologico ed ecologico fatto da un team di ricercatori italiani, coordinato dall’Università degli Studi dell’Insubria (Varese) , si è scoperto che le popolazioni di scoiattolo presenti in Calabria e Basilicata – che già dal 1900 erano state riconosciute come “peculiari” al punto tale da considerarle come una sottospecie dello scoiattolo comune europeo – appartengono a tutti gli effetti a una nuova specie di scoiattolo.

“La certezza di trovarsi di fronte a una nuova specie è giunta dopo aver analizzato un grande quantitativo di dati genetici e morfologici”, raccontano Martinoli e Wauters, “che hanno consentito ai ricercatori del nostro gruppo integrato e multidisciplinare, di giungere alla pubblicazione del lavoro, per altro” aggiungono con una punta di orgoglio Martinoli e Preatoni, “su una rivista scientifica del settore teriologico (la teriologia è la scienza che studia i mammiferi), Hystrix the Italian Journal of Mammalogy, che è la quarta al mondo per importanza tra tutte le riviste che si occupano di zoologia, competendo con le riviste delle grandi multinazionali mondiali dell’editoria, certamente un ulteriore motivo di vanto per il nostro Paese e per la comunità scientifica nazionale dei teriologi e per l’Associazione Teriologica Italiana che è l’editore della rivista, completamente open access”.

Leggi l’articolo completo su Ansa.it

di Gerardo Iandoli

Per chi, come me, ha studiato all’Università di Bologna, Umberto Eco è più di un autore amato, di un saggista affascinante o di intellettuale rispettabile: è una sorta di nume tutelare, una figura che – è il caso di dirlo – ‘simbolicamente’ protegge la cultura e il mondo intellettuale italiano.