Più semo e mejo stamo: i migranti riportano la musica popolare a Roma

Una vecchia canzone romana intitolata significativamente “Più semo e mejo stamo” recitava: “doppo tant’anni torno a Roma mia, l’ho ritrovata tutta rinnovata. ‘na vorta sì che c’era l’allegria, se vede che ‘sta ggente s’è cambiata: nun senti più sona’, nun senti più canta’…”.

E invece, in linea col numero di questo mese de L’Opinabile, centrato sulla migrazione e intitolato al “Germe della storia antica” (verso Pasoliniano), la musica popolare sta rinascendo nelle strade di Roma. Solo che non sono più solo i romani: sono i migranti a far rinascere e a tenere vive le usanze popolari.  Leggi tutto “Più semo e mejo stamo: i migranti riportano la musica popolare a Roma”

Orienta-Mentis – Immaginando il mediterraneo

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ORIENTA- MENTIS

Immaginando il Mediterraneo

Di Renata Gravina

 

Il Mediterraneo è la metafora dell’incontro necessario tra Oriente e Occidente. Necessario perché il paesaggio si forma  con l’apporto di due culture: quella umana che  agisce sul fattore geografico e quella naturale che attutisce le infrazioni d’equilibrio compiute involontariamente dall’uomo. Il Mediterraneo è stata l’aporia della modernità dell’Europa, dell’Occidente nel suo insieme. Leggi tutto “Orienta-Mentis – Immaginando il mediterraneo”

Scoperta una nuova specie di scoiattolo in Calabria e Basilicata

L’Italia conferma il suo primato di Paese europeo con la maggior biodiversità ospitando più di 58.000 specie animali note, tra i quali circa 1300 di vertebrati. Di questi il 5% sono esclusivi dell’Italia come pure circa il 10% degli invertebrati italiani.

Un nuovo parente stretto degli scoiattoli comuni europei scoperto in Calabria e Basilicata e che potrebbe essere già a rischio estinzione: è lo scoiattolo meridionale (nome scientifico è Sciurus meridionalis), di colore nero con ventre bianco, quindi diverso da quello europeo detto ‘scoiattolo rosso’ (Sciurus vulgaris) per la colorazione che può variare dal rosso-arancione al bruno scuro ed è presente in tutto il resto d’Italia, ad eccezione di Sicilia e Sardegna. Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista Hystrix the Italian Journal of Mammalogy.

Lo scoiattolo meridionale potrebbe essere ‘specie a rischio’ sia per la riduzione degli habitat, sia per la competizione con le specie di sciuridi alloctone, ossia introdotte artificialmente dall’uomo come lo scoiattolo grigio (Sciurus carolinensis) di provenienza nord americana e lo scoiattolo variabile (Callosciurus finlaysonii) dal sud est asiatico, delle vere e proprie forme di inquinamento biologico incentivate dall’uomo. Con la scoperta del nuovo mammifero l”Italia conferma il suo primato di Paese europeo con la maggior biodiversità.

Grazie a un approfondito studio genetico, morfologico ed ecologico fatto da un team di ricercatori italiani, coordinato dall’Università degli Studi dell’Insubria (Varese) , si è scoperto che le popolazioni di scoiattolo presenti in Calabria e Basilicata – che già dal 1900 erano state riconosciute come “peculiari” al punto tale da considerarle come una sottospecie dello scoiattolo comune europeo – appartengono a tutti gli effetti a una nuova specie di scoiattolo.

“La certezza di trovarsi di fronte a una nuova specie è giunta dopo aver analizzato un grande quantitativo di dati genetici e morfologici”, raccontano Martinoli e Wauters, “che hanno consentito ai ricercatori del nostro gruppo integrato e multidisciplinare, di giungere alla pubblicazione del lavoro, per altro” aggiungono con una punta di orgoglio Martinoli e Preatoni, “su una rivista scientifica del settore teriologico (la teriologia è la scienza che studia i mammiferi), Hystrix the Italian Journal of Mammalogy, che è la quarta al mondo per importanza tra tutte le riviste che si occupano di zoologia, competendo con le riviste delle grandi multinazionali mondiali dell’editoria, certamente un ulteriore motivo di vanto per il nostro Paese e per la comunità scientifica nazionale dei teriologi e per l’Associazione Teriologica Italiana che è l’editore della rivista, completamente open access”.

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Riace: il modello di accoglienza premiato in tutto il mondo che l’Italia ignora

 

Subito i Calabresi diranno,

come malandrini a malandrini :

“Ecco i vecchi fratelli,

coi figli e il pane e formaggio !”

Aveva profetizzato Pier Paolo Pasolini in Alì dagli occhi azzurri.

UN GIORNO, quasi sessant’anni dopo la sua profezia, una barca che trasportava 200 curdi ha fatto naufragio sulla spiaggia di Riace, in Calabria. Gli abitanti del paese – quei pochi che non sono emigrati – spontaneamente sono andati in soccorso dei migranti. Poco a poco, i migranti e gli abitanti cominciano a restaurare le case abbandonate, rilanciare il commercio e ad assicurare un futuro alla scuola. Riace torna a vivere, giorno dopo giorno, nel corso degli ultimi 20 anni. D’altronde, a Riace, il mare non ha mai portato cose cattive o brutte: proprio da questo mare vengono gli splendidi Bronzi di Riace, conservati al museo della Magna Grecia di Reggio Calabria. Forse per questo, gli abitanti del posto non hanno reagito con sospetto e paura a quelle persone dalla pelle bronzea che il mare aveva portato. Leggi tutto “Riace: il modello di accoglienza premiato in tutto il mondo che l’Italia ignora”