Daniele Luttazzi – Mentana a Elm Street 

Riproponiamo per la rubrica “riflessioni opinabili” un articolo di Daniele Luttazzi del 2010, utilissimo per fare un doveroso distinguo tra la Satira, che attacca anche violentemente il potere, e la violenza della derisione delle vittime del potere.

La satira è nobile perché il suo bersaglio (il potere e le sue declinazioni oppressive) merita di essere attaccato. E’ questo principio a rendere disgustoso e fascistoide, invece, il ridicolo a scopo di tortura (le foto di Abu Grahib); il dileggio verso chi ha subito un torto (le foto di Veronica Lario a seno nudo pubblicate da Libero); e lo sfottò continuo contro chi osa opporsi all’illegalità berlusconiana (gli editoriali di Renato Farina su Panorama prima che venisse scoperta la sua attività spionistica per conto del Sismi; i corsivi di Marcenaro sul Foglio; gli attacchi del Giornale; i fondi di Feltri; lo scherno di Ghedini contro la Bonino ad Annozero).
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Istat conferma: disoccupazione in calo. Record occupazione delle donne, non accadeva dal 1977

Sono numeri confortanti, quelli diffusi nelle ultime ore dall‘Istat in merito alla situazione occupazionale del Paese. Cifre che mostrano un lieve ma consolidato miglioramento, un segnale importante che permette di allontanare lo spettro di una crisi economica duratura e trasversale, e guardare all’immediato futuro con maggiore ottimismo. Del resto i dati dell’istituto parlano chiaro: la disoccupazione a giugno è in calo dello 0,2% rispetto al mese di maggio, un valore analogo a quello del mese di aprile 2017 e, facendo un
passo indietro nel tempo, ai livelli di settembre-ottobre 2012. Nota a sè merita l’analisi sul tasso di occupazione delle donne di età compresa tra i 15 ed i 64 anni: mai prima, sin dall’avvio delle serie storiche dal 1977, aveva toccato picchi così alti. L’Istat ha confermato che ha raggiunto il 48,8%, un valore decisamente alto e che fa ben sperare per il breve e medio periodo, contestualizzandolo al contesto storico.

Inoltre, dopo il calo di maggio, torna a crescere anche il numero degli occupati con 23mila unità in più sui base mensile. Incremento dovuto, sottolinea l’Istituto, al rialzo dei dipendenti a termine, aumentati di 37mila unità, e che ha consentito un seppur parziale recupero rispetto alla flessione registrata nel mese di maggio. Di buon auspicio anche il calo del tasso di disoccupazione giovanile, per l’età compresa tra 15 e 24 anni: nel mese di giugno il calo registrato è di 1,1 punti percentuali rispetto a maggio, porrtandosi al 35,4%; un valore ancora molto alto ma che potrebbe calare ulteriormente nei prossimi mesi. Infine il numero dei dipendenti a termine ha toccato quota 2,69 milioni a giugno: si tratta del valore più alto dal 1992, anno a partire dal quale sono state rese disponibili le serie per questo dato.

Daniele Orlandi

Cina: l’economia riprende a correre, Pil sopra le attese a +6,9%

Cresce ben oltre le stime degli analisti il Pil della Cina nel secondo trimestre dell’anno, conquistanddo un 6,9% (contro il 6,8% previosto), andando di fatto a confermare il dato tendenziale del primo trimestre. Un rialzo che, su base congiunturale, si attesta sul +1,7%, nettamente migliore rispetto all’1,3% dei primi tre mesi dell’anno. Non mancano però, come rilevato dall’Ufficio nazionale di statistica, alcune incertezze legate in particolare a prestiti bancari e alla stretta sulle transazioni immobiliari. Ma ad inizio 2017 il governo cinese ha fissato un obiettivo chiaro in merito alla crescita nel corso dell’anno: dopo il 6,7% del 2016, a tutti gli effetti il più lento ritmo di crescita dell’ultimo quarto di secolo, il governo ha deciso di puntare ad un 6,5%; e, stando a quanto sottolineato nel mese di maggio dal premier Li Keqiang il Paese, nonostante i rischi finanziari che recentemente Fitch non ha mancato di sottolineare, potrebbe riuscire a centrare i target di crescita.

Molto interessante è anche il dato relativo alle vendite al dettaglio che, nel mese di giugno, hanno fatto registrare un incremento dell’11% su base annua, con un miglioramento rispetto al 10,7% di maggio e al 10,6%, come stimato dagli analisti. Da dicembre 2015 ad oggi non era mai stato registrato un ritmo di crescita così rapido, forte degli ottimi dati relativi alle spese per tlc, con un +18,5%, a quelle per le auto, +9,8% e a quelle relative ai materiali per l’edilizia, +15,2%. Infine in merito alla produzione industriale in Cina, il rialzo annuo si è attestato, a giugno, a +7,6%, superando ampiamente il 6,5% relativo ai due mesi precedenti e le stime degli analisti. Secondo quanto rilevato dall’Ufficio nazionale di statistica il dato nel primo semestre è del 6,9%, in miglioramento rispetto al 6,8% del primo tremestre. Spinto dal comparto manifatturiero, con un +8% e dalla produzione di gas, acqua ed elettricità con un +7,3%, si conferma così che il ritmo di giugno è il più sostenuto dal mese di marzo.

Non tutto quel che luccica però è oro e dunque occorre sottolineare che gli analisti non hanno mancato di rilevare i rischi per l’economia cinese, che deve fare i conti con il costante aumento del debito, con un eccesso di capacità produttiva in settori chiave come quello del cemento e quello dell’acciaio. Ma anche dal continuo gonfiarsi della bolla immobiliare. Secondo quanto recentemente dichiarato da Xi Jinping la priorità dovrà essere quella di intervenire sul debito delle industrie e aziende statali per ridurlo.

Daniele Orlandi

E’ morto Liu Xiaobo: si è spento l’eroe di Tienanmen, premio Nobel per la Pace

Liu Xiaobo

Dedicare la propria vita alla libertà collettiva e perderla rinchiuso all’interno di un carcere. Si è spento così, a soli 61 anni, il dissidente cinese, premio Nobel per la Pace, Liu Xiaobo spostato dalla prigione, dove si trovava da anni in seguito alla condanna per ‘incitamento al sovvertimento dello Stato’, nell’ospedale di Shenyang per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute. Xiaobo era infatti malato di tumore terminale al fegato e, pur in un nosocomio, di fatto è rimasto prigioniero fino all’ultimo con la famiglia che ha messo in guardia i media internazionali dal prendere per vere le comunicazioni dell’ospedale nel quale è stato ricoverato.

Nato il 28 dicembre 1955 a Changchun, nel nord della Cina, Liu Xiaobo ha trascorso la sua infanzia nella Mongolia interna; si è laureato all’università di Jilin specializzandosi in seguito alla normale di Pechino con un master su ‘Estetica e libertà dell’uomo’, già indirizzato verso un percorso che abbraccerà a piene mani negli anni seguenti. Ha studiato in Europa ed in seguito negli Stati Uniti dove ha lavorato come docente ma nel 1989 ha lasciato New York iniziando la sua ‘nuova vita’, scendendo in piazza con i suoi studenti, diventando protagonista della primavera cinese. Da allora è ricordato per essere stato uno dei ‘quattro gentleman’ che, dopo aver organizzato lo sciopero della fame, trattarono con i militari in piazza Tienenmen a bordo dei carri armati: da allora inizia a conoscere la prigione ma anche i lavori forzati, un periodo difficile smorzato dall’amore per la poetessa Liu Xia, conosciuta quando ancora insegnava.

L’eroe di Tiananmen non ha mai rinunciato a credere in una possibilità di cambiamento affidandosi, nel nuovo millennio, anche al web per superare le apparentemente invalicabili mura del regime, iniziando a parlare di ‘potere della pubblica opinione su Internet’. Il coraggioso professore però verrà arrestato di nuovo, in seguito alla fondazione di Charta 2008, manifesto sottoscritto da 303 diversi attivisti (ed in seguito da oltre 12mila persone) per chiedere il rispetto per i diritti umani e la fine del partito unico: un’ultima battaglia che gli costerà una condanna ad 11 anni, togliendogli tutto ma non certo la speranza di un cambiamento e la propagazione delle sue idee e dei suoi ideali, privi di odio e votati alla libertà. Tanto da essere premiato con il Nobel, per la sua tenacia, forza e determinazione.

Poco è cambiato nelle sue ultime settimane di vita: la Cina ha ripetutamente negato la possibilità di un suo trasferimento all’estero, nonostante i tentativi dell’Occidente di chiederne la liberazione, con il Dipartimento di Stato che ha sottolineato la disponibilità degli Usa a riceverlo e l’Unione Europea che, senza troppi giri di parole, ha chiesto alla Cina di liberare lui e la moglie. Pechino ha ‘risposto’ trasferendolo in una clinica, sottolineando che ormai non c’era più nulla da fare, a dispetto di quanto sostenuto dai medici occidentali secondo i quali cure migliori avrebbero potuto aiutarlo. E, ciò che più fa male ora che Liu non è più in vita, è il fatto che nell’ultimo periodo sia venuta a mancare una mobilitazione forte, come accaduto per altri dissidenti chiusi in prigione, per regalare un breve periodo di libertà ad un uomo che ha fatto di questa parola una missione di vita.

Daniele Orlandi

Disertori – L’Europa dopo la pioggia

 L’Opinabile – rivista di critica in formazione

6 marzo 1949

 Le gambe di Wilma oscillano incrociate sul letto mentre prona, ascolta il 45 giri di “Porgy’n’Bess”.  A “Casa speranza”, Hartford, Connecticut, è un appiccicoso pomeriggio di pioggia. Nei piani inferiori i vecchi bevono il solito malto, le donne Vermut corretto al lampone o con altre dolciastre alternative fruttate. Backgammon e carte francesi sui tavolini tondi di masonite.

di Carlotta Giauna Leggi tutto “Disertori – L’Europa dopo la pioggia”

Grano Salis – Leggende di cucina continentale

L’Opinabile – rivista di critica in formazione

Viaggiando sarà capitato a tutti almeno una volta di imbattersi nell’hotel che al mattino presenta una colazione di tipo continentale. Ma esiste davvero una cucina continentale e se ha delle caratteristiche ben definite. C’è davvero un’unione tra le cucine europee?

Di Elisa Ceccuzzi Leggi tutto “Grano Salis – Leggende di cucina continentale”

Non Calpestarmi – Gli Stati Uniti, l’Europa e l’India britannica

 L’Opinabile – rivista di critica in formazione

Semplificando al limite della ferocia può essere affermato che il subcontinente indiano, prima dell’arrivo in forze della Compagnia delle Indie e del governo di Londra, era un gigantesco mosaico di piccoli stati abitati da popolazioni di etnia più o meno simile ma con lingue e religioni assai differenti. La parvenza di unità data dall’impero Moghul restava, appunto, una parvenza o poco di più. Centinaia d’entità indipendenti dilaniate da conflitti intestini, apparati proto-statali assenti e conseguente stato di natura rappresentavano la norma piuttosto che la regola.

di Federico Maiozzi

Immagine del Join, or Die. Caricatura politica creata da B. Franklin. Leggi tutto “Non Calpestarmi – Gli Stati Uniti, l’Europa e l’India britannica”

L’Europeide – The long (British) goodbye

L’Opinabile – Rivista di critica in formazione

Oggi la Gran Bretagna va al voto, all’indomani dell’ennesimo attentato terroristico che ha colpito Londra al cuore e che ha portato a blindare come mai prima i 40 mila seggi elettorali. Il Primo Ministro May cavalca l’onda della paura e annuncia manovre straordinarie per combattere il terrorismo, con un unico alleato nell’ Occidente: il presidente statunitense Trump, vicinissimo in queste ore ad un possibile impeachment per il Russiagate.

 Di Valentina Palladini Leggi tutto “L’Europeide – The long (British) goodbye”