Prendiamo spunto dalla rivista Politico – citata da diverse realtà italiane per la presenza di un connazionale nell’articolo in questione – e riportiamo la classifica delle dodici personalità (o, sarebbe meglio dire, delle dodici entità, considerando che non si tratta solo di singole persone) che potrebbero rovinare il 2017 dell’Europa.

Un articolo tendenzialmente apocalittico, che fa leva sul concetto che non è necessario che domani sia un giorno migliore (“there’s no reason to believe that things will take a striking turn for the better”). Anzi, domani sarà peggio.

Abbiamo letto la classifica, ed ecco i motivi per cui questa ‘sporca dozzina’ potrebbe rovinare il nostro 2017 secondo Politico:

1. I giornalisti dei tabloid britannici

I tabloid sono magazine generalisti che si occupano di tutti i temi dello scibile, con un appiglio adatto al lettore medio. Il primo tabloid britannico è stato il ‘Sunday People’, pubblicato per la prima volta nel 1881. Secondo Politico, “Se la cosa più pungente in Francia è il formaggio, l’equivalente al di là della manica è il tabloid”.

Potrebbero rovinare il 2017 perché: i tabloid inglesi – data l’importante diffusione – hanno una importante capacità di influenzare l’opinione pubblica britannica. E così, nell’ottica delle negoziazioni per la Brexit (considerata – scrive Pubblico – “Il più importante evento accaduto in Gran Bretagna dall’arrivo dei Normanni nel 1066”), potrebbero spingere per una uscita senza compromessi dall’Unione Europea. Una cosa che non servirebbe a nessuno.

2. I presidenti delle squadre di calcio cinesi

Il calcio è stato per decenni uno sport poco considerato in Cina, finché nel 2015 il Partito non ha deciso che la nazione si sarebbe dovuta imporre anche nello sport maggiormente popolare nel Vecchio Continente (ne parleremo in parte in un articolo del numero 0 del mensile, in uscita il 6 gennaio): come farlo? Con vagonate di soldi (per acquistare calciatori, club e diritti televisivi).

Potrebbero rovinare il 2017 perché: con la loro immensa forza economica, i cinesi potrebbero sbaragliare la concorrenza, facendo diventare (in vitro) il campionato cinese un campionato competitivo. D’altro canto, le cifre investite appaiono quasi amorali e il rischio è che i nostri ben più blasonati campionati perdano di buonsenso. Ma quando spendevamo e spandevamo noi, chi aveva da ridire?

3. Michael Flynn

Nato nel 1958, è un ex generale dell’Esercito americano. Noto per le sue posizioni anti-islamiche (twittò “Avere paura dei musulmani è RAZIONALE”), è stato scelto dal neo presidente degli Stati Utniti Donald Trumpo come prossimo consigliere per la Sicurezza Nazionale.

Potrebber rovinare il 2017 perché: oltre alle appena citate posizioni anti- islamiche, Flynn ha una visione discretamente conflittuale dello scacchiere internazionale. Crede nell’esistenza di un’alleanza nemica degli Stati Uniti, comprendente Corea del Nord, Cina, Siria, Cuba, Bolivia, Venezuela e Nicaragua. Inoltre, ha legami con Putin e il network vicino al Cremlino RT: per Publico un motivo in più per temere che Flynn possa rovinare il nuovo anno, inasprendo i toni dei vari conflitti.

4. Beppe Grillo

Sappiamo tutti chi è Beppe Grillo. Ex comico e leader del Movimento 5 Stelle, dimostra che tutto sommato Black Mirror non è poi così distante dalla realtà (qualora riteniate meno attuali le altre distopie della serie tv britannica). E’ l’unico italiano nella lista stilata da ‘Publico’, come sottolineato ieri da diverse realtà giornalistiche italiane.

Potrebbe rovinare il 2017 perché: “i discorsi alla Robesperre di Grillo diventano via via meno divertenti, e suggeriscono che l’Europa avrà ragione ad essere preoccuapta se mai acquisisse una reale posizione di potere. Potrebbe ciò sfociare in una economia allo sbando e in una flebile democrazia?” (traducendo Publico).

5. Jarosław Kaczyński

Nato nel 1949 a Varsavia, definito recentemente come “pericoloso e irresponsabile” dall’ex primo ministro Lech Wałesa, e leader del partito “Diritto e Giustizia”, Kaczyński è probabilmente il politico euro-scettico più potente dell’Unione Europea.

Potrebbe rovinare il 2017 perché: Kaczyński sta isolando sempre di più la Polonia, minacciando la libertà di stampa e l’indipendenza della giustizia e, potrebbe guadagnare sempre più potere fino a destabilizzare Bruxelles mettendosi contro Donald Tusk, il leader polacco del consiglio Europeo.

6. Carles Puigdemont

Nato nel 1962, è il president e fondatore del PDECAT, il Partito Democratico Europeo Catalano (Partit Demòcrata Europeu Català), sta cercando in tutti modi di ottenere un referendum sull’indipendenza dalla Spagna per l’anno prossimo, benché questo sia incostituzionale: ciò che coinvolge tutti gli spagnoli, deve essere deciso da tutti gli spagnoli.

Potrebbe rovinare il 2017 perché: il governo di Madrid e l’amministrazione Catalana sono ormai ai ferri corti, e questo potrebbe obligare le istituzioni europee a prendere posizione. Senza contare i leader nazionali: tra tutti i movimenti separatist in Europa, non si è sicuri dell’esito che potrebbe avere il dibattito a livello internazionale.

7. Wilbur Ross

Nato nel 1937, è un banchiere americano che si è fatto un nome salvando compagnie industriali in fallimento in ogni campo, dalle telecomunicazioni al tessile. Noto per la sua mentalità mercantilista, come scrive il Wall Street Journal, è stato nominato ministro del commercio dal neopresidente Trump.

Potrebbe rovinare il 2017 perché: Wilbur Ross è specializzato in particolare nell’industria dell’acciaio, metallo legato direttamente agli accordi commerciali tra Usa e Cina. Ross si è infatti espresso subito a favore di accordi bilaterali, invece che regionali. Ma questo non gioca a favore dell’Europa nella prospettiva del TTIP, l’accordo di investimento transatlantico che ha alzato un polverone di polemiche. D’altra parte, la morte dell’accordo significherebbe anche l’indebolimento dell’Unione nelle trattative per la Brexit. Peraltro, Ross, come Trump prima di lui, si è detto favorevole a un accordo sul libero scambio con la Gran Bretagna del post-Brexit.

8. Hacker Russi

Un Hacker, per definizione, attacca un sistema aperto da un sistema chiuso disseminando caos e disinformazione. Gli hacker russi supportati dallo Stato si sono imposti sulla scena internazionale del 2016 come una presenza maligna in grado di avvelenare le relazioni internazionali.

Potrebbero rovinare il 2017 perché: Dopo i loro sforzi, non si sa quanto riusciti, per minare le elezioni americane, e dopo l’elezione di Trump alla casa bianca, bisogna certamente aspettarsi che gli hacker di Stato russi tenteranno di influenzare anche le prossime elezioni in Francia e in Germania e soprattutto di intaccare la fede dei cittadini europei nella libertà di parola e nella democrazia. A un simile attacco, secondo il sito Politico, l’Europa, già indebolita dalla Brexit, potrebbe far seguire una reazione, quindi una controreazione e così via, aprendo la possibilità a uno scenario “profondamente sconcertante”.

9. Nicolas Sarkozy

L’ex presidente francese, noto a tutti in Italia, non è in ballottaggio per le prossime elezioni presidenziali francesi. Però, tra François Fillon, il noioso cadetto del centro destra, Emanuel Macron, rampollo privilegiato di centro, il populismo della Le Pen e la sinistra politicament morta, Sarko si presenta come l’unico volto rispettabile nel campo, sempre più largo, degli antieuropeisti francesi.

Ecco perché potrebbe rovinare il 2017: se tutto va second i suoi piani, Le Pen è messa fuori gioco al primo turno, lasciando a Fillon o a Macron la poltrona presidenziale. Entrambi, privi di carisma, deuderanno gli elettori, e si aprirà lo spazio per Sarko, che si proporrà come il volto repubblicano, cioè accettabile, di una Frexit.

10. Martin Selmayr

È quel giovane uomo coi capelli scuri e le guance tonde che sta sempre dietro Juncker, il noto presidente della Commissione Europea: Martin Selmayr, il capo di Gabinetto della Commissione. Descritto come un funzionario aggressivo, noto per bloccare arbitrariamente le procedure di documenti a cui è contrario, come nei casi lamentati da Airbnb e da Uber. Secondo Kristalina Georgieva, vicepresidente bulgara della Commissione Europea che si è dimessa recentemente, la presenza di Selmayr ha una influenza “velenosa” sulla Commissione.

Potrebbe rovinare il 2017 perché: non è un segreto che Selmayr vuole un’Europa più forte e federale. La sua ostinazione che sfiora l’abuso di potere – nei suoi incontri con il ministro delle finanze tedesco Schäuble e con Matteo Renzi si è dimostrato addirittura irrispettoso – porta a chiedersi se non sia in grado di distruggere l’Europa per realizzare il suo progetto dell’Europa.

11. Margrethe Vestager

La commissaria europea per la concorrenza, Margrethe Vestager, danese della sinistra radicale, è nota per il suo impegno contro i grandi affaristi. Se il suo nome, in questa lista, sembra extravagante, in verità, secondo Politico Vestager potrebbe rendere la vita difficile all’Unione Europea, specie dopo l’elezione di Trump.

Infatti, potrebbe rovinare il 2017 perché: ci si chiede come saranno accolte e fronteggiate da un presidente che dichiara “prima l’America”, le decisioni contro Amazon e Google, i cui AD fanno parte dei consiglieri tecnici di Trump. E anche per quel che riguarda la Gran Bretagna, dopo la Brexit, i rapporti si possono infiammare dopo lo scandalo delle tasse di Gibilterra o il dossier Nissan. Anche con la Francia, le relazioni sono pericolanti a causa dei casi EDF e Areva che potrebbero dare manforte al sentimento antieuropeo nell’anno delle elezioni presidenziali.

12. Geert Wilders

Leader del Freedom Party olandese, Geert Wilders, non è come gli altri politici dell’estrema destra europea. Non è anti-semita, non è direttamente razzista, non è per il “prima i nativi (italiani o olandesi che siano)”. Tutto il suo odio si concentra sull’Islam, contro il quale si erge a difensore dei valori occidentali. E non solo contro i mussulmani radicali: avendo proposto di vietare il Corano e di chiudere tutte le moschee in Olanda, ha dimostrato che nella sua Europa non c’è spazio nemmeno per i mussulmani integrati.

Potrebbe rovinare il 2017 perché: in un’Europa che affronta ogni giorno la crisi dei migranti e dei rifugiati, il suo programma del muro contro muro potrebbe rivelarsi ideale per scatenare una guerra civile nell’Europa centrale.